6 maggio 2025
Caro Mauro,
te ne sei andato in punta di piedi per non creare troppo scompiglio. Discreto e silenzioso come sempre.
Noi due siamo rimasti qui, di fronte alla tua scrivania troppo ordinata, dove però eravamo certi di trovare tutto ciò che il nostro disordine nascondeva.
Quando sei arrivato nove anni fa ci sei apparso subito l’elemento di equilibrio che cercavamo da tanto tempo. Tu, con la tua gentilezza, la tua capacità di ascolto, la tua pacata lungimiranza hai con pazienza messo ordine dentro il caos passionale, discontinuo, anche se talvolta creativo, del nostro lavoro, consentendoci così di diventare una vera squadra.
Grazie a te l’Archivio ha potuto contare su una squadra che ha saputo reggere a molte intemperie, cercando di parlare alla città in tempo di covid e di chiusura, accrescendo anche il suo patrimonio documentale.
Tu ci hai insegnato a praticare la concertazione tra diversi. Un sodalizio dovuto sicuramente alla reciproca disponibilità all’ascolto ed alle affinità elettive fondate sul comune amore per la nostra vecchia e cara CGIL, ma che si innestavano su esperienze personali diversissime per cultura, per età, per genere. Non sappiamo dire quanto e cosa del laicismo di Elisabetta, del pensiero ipercritico di Milvio e del tuo umanesimo cristiano abbiano contribuito di più o di meno alla costruzione di una amicizia che ci ha cambiato profondamente e che rimarrà nei nostri cuori come un’esperienza felice della nostra vita. Grazie di tutto quello che ci hai dato e che ci hai lasciato.
Elisabetta e Milvio
